CELLULITE


CONOSCERLA PER COMBATTERLA!

La cellulite, termine improprio per una patologia che prende il nome di pannicolopatia-edemato-fibro-sclerotica(di seguito solo PEFS) è provocata da un’alterazione del tessuto connettivo, del sistema nervoso e linfatico e dalla degenerazione infiammatoria delle cellule adipose sottocutanee.

Come si forma?

la ‪‎PEFS‬ (pannicolopatia-edemato-fibrosclerotica) e le ‪adiposità‬ ‪localizzate‬ sono caratterizzate da una iperplasia (causata nella maggior parte dei casi dagli estrogeni) delle cellule adipose.
In genere l’accumulo di grasso eccessivo è localizzato a livello gluteo-femorale. In questo caso la funzionalità vascolare non è compromessa, come invece accade per la PEFS.
La PEFS è una patologia micro-circolatoria che interessa il connettivo sottocutaneo: si verifica infatti un rallentamento del flusso a carico dei capillari per la formazione di placche cellulitiche che, comprimendo sia vasi sanguigni che i nervi, ostacolano gli scambi nutritivi nei tessuti.
L’accumulo di tossine determina uno stato infiammatorio che a sua volta provoca un aumento del volume degli adipociti e nella fase iniziale, la dissociazione delle fibre elastiche connettivali, con il tipico aspetto a “buccia d’arancia”.


GLI STADI DELLA CELLULITE

PRIMO STADIO

La cellulite edematosa si riconosce dall’aspetto della pelle che appare spugnosa e pastosa. Inoltre, è evidente un gonfiore dovuto ad un accumulo di liquidi nell’ipoderma (edema) ed all’accumulo di tessuto adiposo. L’unico sintomo che si riscontra è il senso di peso agli arti inferiori.

L’edema è un ristagno di liquidi negli spazi fra le cellule dell’organismo e si verifica quando c’è un malfunzionamento del sistema linfatico; quando cioè la capacità di trasporto linfatico supera quella di drenaggio.

Si parla allora di ‪linfedema‬ per indicare l’infiltrazione di liquidi e proteine a livello sottocutaneo come conseguenza di una insufficienza meccanica del sistema linfatico.

Se non si interviene la cellulite edematosa può facilmente peggiorare e sfociare in cellulite fibrosa, più difficile da trattare.

Come intervenire allora?
  • riattivare il microcircolo e facilitare l’eliminazione dei fluidi. Per drenare‬ i liquidi in eccesso è necessario correggere la propria alimentazione, riducendo, ma non eliminando del tutto, il consumo di sodio (contenuto nel comune sale da cucina, ma anche in tanti altri alimenti);
  • assumere 2 litri di acqua oligominerale, thè e tisane;
  • effettuare dei massaggi drenanti.

SECONDO STADIO

A questo livello il problema è ancora reversibile ed è più visibile. Sono presenti alcuni sintomi, come il dolore alla palpazione, perché le terminazioni nervose risultano irritate e infiammate.
La cattiva circolazione ed il ristagno di liquidi impediscono gli scambi nutritivi tra i tessuti; si ha un aumento del volume delle cellule adipose, che si distanziano l’una dall’altra a causa della presenza di un eccesso di liquido tra di esse.
In questo modo si allontanano dal circuito linfatico e non riescono più a smaltire efficacemente le tossine.
Si crea un processo di fibrosi che porta alla formazione di piccoli noduli; il tessuto connettivo perde elasticità e diventa più duro e compatto.
Possiamo eseguire un test semplicemente stringendo tra pollice e indice la pelle e valutare la sua elasticità sollevando la plica e lasciandola cadere e valutando il tempo necessario per ritornare allo stato di partenza.
In questa fase, si assiste anche a ipotermia delle zone colpite da cellulite, vale a dire che le parti interessate risultano più fredde perché meno vascolarizzate.

Come porre rimedio?

Oltre a drenare i liquidi in eccesso è necessario ridurre il volume dei noduli che si sono formati.

È necessario effettuare dei ‪‎trattamenti‬ mirati.

Bisogna in ogni caso:

  • riattivare il microcircolo per facilitare l’eliminazione dei fluidi.
  • Per ‪drenare‬ i liquidi in eccesso è necessario correggere la propria alimentazione, riducendo (ma non eliminando del tutto) il consumo di sodio (contenuto nel comune sale da cucina, ma anche in tanti altri alimenti);
  • assumere 2 litri di acqua oligominerale al giorno, tè e tisane;
  • effettuare dei ‪massaggi drenanti‬.
  • praticare regolare ‪attività fisica‬.


TERZO STADIO

In questa fase le fibre di collagene indurite si compattano insieme agli adipociti ingrossati e formano dei noduli visibili e palpabili.
Effettuando una leggera pressione con le dita sulla zona interessata e scorrendo la mano verso l’alto potrete vedere i noduli (piccoli grumi, sotto la pelle).
Questo è il terzo stadio della cellulite e si può ancora intervenire per ridurla. Bisogna intervenire subito.

Non aspettare oltre, perché se passa allo stadio successivo, il tessuto diventa irreversibilmente sclerotico e diventa praticamente impossibile eliminare la cellulite.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *