Esfoliazione Corpo


Imperfezioni, disomogeneità cutanee, parti cheratinizzate o ispessimenti e strati di cellule morte costituiscono una barriera, che ostacola e diminuisce l’efficacia di qualsiasi trattamento. Anche il migliore!

Per ottenere risultati sempre al top per tutti i trattamenti è dunque necessaria un’ottima esfoliazione, indispensabile per preparare la pelle ad ottenere i migliori risultati dai trattamenti specifici, derivanti dalla nostra esperienza.

Quando la cute dei nostri clienti presenta imperfezioni, ispessimenti, parti cheratinizzate o appare spenta e sfruttata, prima di iniziare qualsiasi trattamento è necessario levigarla, detossinarla e liberarla dagli strati di cellule morte e dalle imperfezioni che la soffocano e impediscono il suo naturale processo rigenerativo.

Per offrirti il meglio e permetterti di superare i confini dell’estetica tradizionale e rendere i nostri trattamenti professionali unici ed innovativi, abbiamo pensato a queste formule brevettate, che uniscono l’efficacia dei massaggi (levigante-snellente e levigante drenante) con un’estrema praticità. Abbiamo combinato lo scrub minerale con il suo attivatore. Una volta terminato il massaggio esfoliante, gli scrub bifasici si eliminano dopo soli due minuti di posa dell’attivatore, con l’ausilio di carta assorbente. Non perdere l’occasione di usufruire dell’esfoliazione professionale contro gli inestetismi della pelle, della cellulite e della ritenzione idrica più innovativi direttamente a casa tua.


SCRUB BIFASICO ADIPOCELL

Formula brevettata.

Da usare su cute integra.

Da usare su cute integra.

Consigliato per tessuti interessati alla presenza di inestetismi della cellulite e adiposità localizzate.

Contiene:

  • estratto di Stevia e matè
  • estratto di curcuma
  • estratto di zenzero
  • olio di oliva biologico
  • caffeina
  • fosfatidilcolina .

Come si usa:

applicare lo scrub sulle zone del corpo da trattare e massaggiare con movimenti circolari per favorire l’esfoliazione. Lasciare in posa alcuni istanti. Nebulizzare l’attivatore in modo omogeneo, lascia reagire 1/2 minuti infine eliminare ogni residuo con carta assorbente.


SCRUB BIFASICO DRENCELL

Formula brevettata.

Da usare su cute integra.

Consigliato per i tessuti interessati dalla presenza di inestetismi della ritenzione idrica.

Contiene:

  • estratto di alga Nori
  • estratto di finocchio marittimo
  • fosfatidilcolina
  • caffeina
  • estratto di edera biologica
  • estratto di tarassaco
  • olio di oliva biologico.

Come si usa:

Applicare lo scrub sulle zone del corpo da trattare e massaggiare con movimenti circolari per favorire l’esfoliazione. Lasciare in posa alcuni istanti. Nebulizzare l’attivatore in modo omogeneo, lasciare agire 1/2 minuti, infine eliminare ogni residuo con una carta assorbente.


ATTIVATORE PER SCRUB BIFASICO

Spray per rimuovere gli scrub bifasici

Contiene:

  • estratto di fieno greco biologico
  • estratto di ippocastano biologico.

Come si usa:

Dopo il massaggio-scrub, erogare l’attivatore nebulizzando in modo uniforme sulle zone trattate, lasciar agire 1/2 minuti e procedere quindi con la rimozione di ogni residuo con carta assorbente. Non è necessario risciacquare.




Diatermia: Calore Endogeno

La diatermia può essere definita come l’utilizzo a scopo terapeutico del calore nel contesto dei tessuti biologici.

Il calore è una forma di energia associata alla vibrazione molecolare. Può essere fornito direttamente dall’esterno o può essere prodotto all’interno dei tessuti per conversione di altre forme di energia in energia termica.

Benché la terapia basata sul calore sia conosciuta ed impiegata da molto tempo, solo con l’avvento di questa nuova tecnologia, che riesce a generare calore all’interno dei tessuti, si sono fatti sostanziali passi in avanti in termini di efficacia e di risultati.

Le tecniche di riscaldamento possono prevedere l’utilizzo di mezzi che determinano un riscaldamento superficiale o profondo dei tessuti.

Nelle tecniche che usano calore esogeno questo metodo comporta un rapido scadimento della temperatura nella sua propagazione nel corpo; nel riscaldamento per contatto, per esempio, il calore applicato decade al valore basale di 37° già dopo pochi millimetri di penetrazione.

Dunque questa categoria determina un innalzamento della temperatura a livello cutaneo e sottocutaneo e di conseguenza può servire solo per trattare problematiche superficiali.

La diatermia sfrutta invece la trasformazione in energia termica di altre forme di energia (elettrica, elettromagnetica, meccanica). Il calore così prodotto viene definito endogeno.

Esso infatti si sviluppa, per effetto del passaggio di corrente, proprio all’interno della parte del corpo trattata (per questo motivo viene anche detto calore endogeno) e permette di ottenere una distribuzione del calore omogenea, profonda e particolarmente confortevole anche in profondità. 
Un altro importante punto di forza consiste nel fatto che l’operatrice è in grado di indirizzare e graduare l’azione terapeutica con una grandissima precisione.


La diatermia ha un’azione azione rigeneratrice, grazie ai seguenti effetti:

 produzione di calore endogeno anche in profondità
– abbassamento della viscosità del tessuto connettivo
– aumento della circolazione sanguigna
– stimolazione del drenaggio linfatico
– incremento dell’attività metabolica
– aumento dell’ossigenazione dei tessuti
– maggior apporto di sostanze nutritizie
– eliminazione rapida di scorie e cataboliti
– accelerazione dei processi rigenerativi
– rilascio di endorfina

Sfruttando la tecnologia della diatermia si riattiva il sistema linfatico ed il sistema circolatorio determinando un maggior apporto sanguigno ed una migliore ossigenazione delle cellule.


PRINCIPALI CONTROINDICAZIONI DELLA PROCEDURA

  • cancro, a meno di 5 anni dalla remissione,
  • vene varicose, tromboflebiti, flebiti o altre patologie cardiovascolari (come aritmie cardiache o ipertensione non adeguatamente controllata),
  • protesi metalliche nell’area di trattamento,
  • infezioni virali, batteriche e fungine,
  • herpes attivo,
  • processi infiammatori e/o infezioni in atto,
  • disturbi sensoriali (es: insensibilità alla temperatura),
  • fili d’oro,
  • patologie ossee o articolari,
  • pelle lesa o su ferite non completamente rimarginate,
  • pelle particolarmente sensibile,
  • diabete,
  • epilessia,
  • peacemaker e/o protesi elettriche o metalliche,
  • gravidanza.

Tecniche Principali di Diatermia

Le tre tecniche principali di applicazione del calore endogeno utilizzano:
le onde corte (A);
le microonde (B);
gli ultrasuoni (C).

A. Diatermia con onde corte

Utilizza correnti alternate ad alta frequenza (27,3 MHz). Il calore endogeno prodotto nei tessuti è maggiore in quello fibroso e in quello adiposo. In generale l’effetto termico è limitato agli strati più superficiali. La misura dell’intensità dell’energia somministrata è indiretta e si basa sulla sensazione soggettiva del paziente che deve avvertire una piacevole sensazione di calore.

Controindicazioni particolari: va evitato il trattamento diretto in caso di gravidanza. Anche in presenza di un dispositivo intrauterino si sconsiglia l’utilizzo della diatermia con onde corte a livello lombo-sacrale. A livello cervicale sconsigliamo il trattamento per il potenziali effetto vasodilatatorio e il conseguente iperafflusso ematico verso i distretti encefalici che può causare cefalee, disturbi soggettivi, ecc.

B. Diatermia a microonde (radar terapia)

Sono radiazioni elettromagnetiche di lunghezza d’onda e frequenza variabili. Quelle utilizzate in fisioterapia hanno lunghezza d’onda compresa tra i 12 e i 33 cm e una frequenza compresa tra 915 MHz e 2456 MHz.
Il potere di penetrazione nei tessuti biologici è inferiore rispetto a quello delle onde corte. Il calore si genera sino a 3 cm di profondità. L’assorbimento è inversamente proporzionale alla frequenza e direttamente proporzionale alla lunghezza d’onda.
Modalità di applicazione. L’emettitore va posto tra i 10 e i 20 cm dalla superficie cutanea. La durata della seduta varia dai 10 ai 30 minuti e l’intensità è regolata in base alla sensazione soggettiva del paziente che deve avvertire una piacevole sensazione di calore.
Le controindicazioni sono le stesse delle onde corte. E’ discussa quella relativa alla presenza di protesi metalliche. A livello cervicale può essere eventualmente utilizzata limitando l’irradiazione alle masse muscolari scapolari e periscapolari.

Sono onde meccaniche di frequenza compresa tra i 750 KHz ed i 3 MHz (aumentando la frequenza diminuisce la capacità di penetrazione).
Si distinguono in continui pulsati, in base alle caratteristiche dell’emissione. La lunghezza d’onda si modifica, per uno stesso tessuto, in maniera inversamente proporzionale alla frequenza. Assorbimento: corrisponde alla percentuale di fascio ultrasonico che si trasforma in calore. Aumenta in modo direttamente proporzionale alla frequenza. Capacità di penetrazione: si distingue la profondità media (dove si ha un 50% dell’intensità iniziale) e la profondità di penetrazione (10% intensità iniziale). Per i tessuti molli: con 1 MHz risulta rispettivamente di 4-5 e 10-12 cm; con US di 3 MHz i valori sono rispettivamente di 1,5 e 3-4 cm.
La capacità di penetrazione degli UltraSuoni è superiore a quella delle micro-onde.

Effetti fisiologici Ultrasuoni
Meccanici:
a) aumento della permeabilità delle membrane cellulari e diminuzione della coesione delle fibre collagene (determinati dal movimento ritmico delle particelle costitutive del tessuto che è direttamente proporzionale alla frequenza);
b) fenomeni di cavitazione nei liquidi, con conseguente formazione di bolle di gas.
Termici:
si hanno soprattutto con US a modalità continua. La produzione di calore avviene prevalentemente a livello dell’interfaccia grasso/muscolo e muscolo/osso.

Modalità di applicazione: per contatto diretto mediante gel specifico o terapeutico. Il gel va distribuito su una zona più ampia di quella da trattare. Se questa è eccessivamente villosa andrebbe previamente rasata;

La sonoforesi consente di introdurre sostanze attive (sotto forma di gel) sino a 5-6 cm di profondità e in dosi 3 volte superiori al semplice massaggio (alla fine del trattamento bisogna pulire la testina dell’US, ma non la cute del cliente).
In genere gli US vengono applicati preferibilmente secondo una modalità dinamica con movimenti rettilinei o circolari. Si può adottare anche una modalità statica, utilizzata di norma per il trattamento subacqueo.